Storia della Osteopatia

L’Osteopatia è una filosofia metodologica manipolativa diagnostica e terapeutica che nasce alla fine dell’ottocento negli Stati Uniti.

 Il suo fondatore, un medico americano di nome Andrew Taylor Still, seguì un cammino differente rispetto ai suoi colleghi medici contemporanei. I risultati di questa ricerca lo portarono, in opposizione per quei tempi, ad un’alternativa manuale rispetto all’abitudine di somministrare ai pazienti grandi quantità di farmaci.

La vita è movimento, il movimento è vita.

Il principio alla base della ricerca osteopatica, ed il suo sviluppo successivo, lega la salute ed il suo mantenimento al movimento sia intrinseco che estrinseco del corpo umano, sintetizzato nella frase del suo fondatore “la vita è movimento, il movimento è vita”, che raccoglie la sintesi della sua ricerca evolutiva e afferma che attraverso la qualità del movimento è possibile indagare la qualità della vita.

Still intuì la relazione tra l’equilibrio funzionale del corpo umano e la sua naturale tendenza verso la salute e l’autoguarigione affrontando i sintomi specifici inquadrati in una componente olistica indirizzata all’intera persona. Da quella prima intuizione, la storia dell’osteopatia è contrassegnata dal continuo sviluppo teorico e tecnico, sia per l’evoluzione delle conoscenze neurofisiologiche, sia per le sperimentazioni di alcuni osteopati sulle varie possibilità di correggere le lesioni osteopatiche (le limitazioni di movimento delle articolazioni).

L’osteopatia arriva in Europa sul finire della prima guerra mondiale grazie a John Martin Littlejohn, allievo di Still, che fonda la British School of Osteopathy, ancor oggi una delle scuole più importanti del vecchio continente.

Una grande importanza ricopre la teoria del meccanismo respiratorio primario e del movimento delle ossa craniche, elaborati all’inizio del XX secolo da William Garner Sutherland, anche lui allievo di Still. Sutherland applicò le teorie dell’osteopatia al campo cranico basandosi sull’intuizione che le suture delle ossa craniche fossero conformate in modo da permettere un movimento minimo, simile a quello delle ruote dentate di un finissimo ingranaggio, non percepibile visivamente. Allora non era possibile confermare questa intuizione, ma oggi la scienza e le tecnologie hanno permesso di dimostrarla (leggi “Radiographic evidence of cranial bone mobility”  ). Fra i suoi principali allievi ricordiamo Rollin Becker, presidente della SCTF (Sutherland Cranial Teaching Foundation) per 17 anni, e Viola Frymann, fondatrice dell’Osteopathic Center for Children.

Nel 2002 l’osteopatia viene riconosciuta dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – e inserita tra le Medicine Non Convenzionali.

L’osteopatia è regolarmente riconosciuta in Inghilterra, Belgio, Francia, Finlandia, Svizzera, USA, Canada, Australia, mentre in molti Paesi è in fase di regolamentazione, come l’Italia. In Italia nonostante il vuoto legislativo la formazione degli osteopati è regolamentata in linea con le indicazioni osteopatiche europee, che stabiliscono precisi requisiti di accesso alla professione e indicano un rigoroso modello didattico alle scuole che vogliono essere riconosciute e accreditate.

 


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